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Senza sapere invece

Senza sapere invece

"Andarsene di casa senza destinazione, oltrepassare l’uscio senza un saluto.

Darsi il coraggio assurdo di non tornare quella sera nè un’altra a dormire, senza sapere dove, senza sapere invece.

Contare i gradini delle scale abbandonate, ognuno profondo come un tuffo,

andarsene con quel numero in testa.

Togliersi di lì senza sapere mettersi."

Erri De Luca

SUNNY

SUNNY

ICO

‘Ma … perchè la valigia?’

Domani parto…

una settimana a casa con la mia famiglia…

e poi torno…

per ripartire…

con gli amici …

e…

ICO

‘Sai che ICO è proprio bello?’…

E sì che lo so…

mi ha voluto salutare prima che partissi …

è sbocciato in tutta la sua bellezza…

è un buon augurio sai?

‘E ISSO? come sta?’

Lui è tutto raggrinzito…

come qualcosa che ha fatto il suo corso…

ha dato il meglio che poteva…

e poi…

basta…

‘Basta?’…

Sì basta…

Cosa significa basta …

‘bello Isso…’

‘Il suo cuore  bloccato in un attimo di vita…’

E io…

‘sei bellissima…’

come la pubblicità?

E tante cose da dire ancora…

ma poi basta…

per ora…

basta …

solo accoccolarsi…

prima di partire.

agosto 2007

agosto 2007

 

 

DREAM A LITTLE DREAM OF ME

(W. Schwant / F. Andre / G. Kahn)

Yes, stars shining bright above you
Night breezes seem to whisper "I love you"
Birds singin’ in the sycamore trees
Dream a little dream of me, yes

Say nighty-night and kiss me
Just hold me tight and tell me you’ll miss me
While I’m alone and blue as can be
Dream a little dream of me

Stars fading but I linger on dear
Still craving your kiss
I’m longin’ to linger till dawn dear
Just saying this, yes

Sweet dreams till sunbeams find you
Sweet dreams that leave all worries behind you
But in your dreams whatever they be
Dream a little dream of me

—— instrumental break ——

Yes, stars fading but I linger on dear
Still craving your kiss
I’m longing to linger till dawn dear
Just saying this, yes

Sweet dreams till sunbeams find you
Sweet dreams that leave all worries far behind you
But in your dreams whatever they be
Dream a little dream of me
Yes, dream a little dream of me

 

IL TEMPO CHE TRASCORRIAMO SULLA TERRA…

NON E’ AFFATTO UNA COSA SCONTATA…

… ESSO E’ BREVE COME UN GIRO SU QUESTA GIOSTRA.

this photo is ©jasjang1983′s photos

CADI PIOGGIA…

CADI IN ABBONDANZA.

DIFFONDI OVUNQUE QUESTO PROFUMO…

DIO, TI PREGO…

…NON STRAPPARMI…

… I DONI CHE MI HAI CONCESSO.

word is© of CAT STREET 4 di YOKO KAMIO

 

in partenza…

in partenza…

Preparo la valigia…

silenzio intorno e tu che dormi…

ti ascolto respirare…

mi manchi di già…

Accendo lanterne preganti…

chiedo che ‘riuscirò’…

devo riuscire…

mi mancherai…

E tu sorridi di parole che sanno di zucchero filato…

mi rassicuri…

mi tieni la mano…

mi aiuti a capire che ho bisogno di stare con la mia Famiglia…

ma tu sei la mia Famiglia…

… hai ragione…

mi mancano Loro…

e da domani mi mancherai TU!!!

 

allora gocce colorate di parole

danzano sulle guarce…e nella gola…

quando tornerò…

le vedrai raggiungerti…in un abbraccio…

 preparo la valigia…

 

 

 

 

©photos :Christine Schneider

  

GIö

© MÖNNY GIÖ

E inizio a contare i giorni che staremo lontani ç____ç

Let’s Learn To Count by =pronouncedyou:iconpronouncedyou:

dell’Abbè Pierre: Nella vita ci si trova davanti a due sentieri: Uno porta a servire per primo il più forte. Ed è il cammino della gelosia, dell’odio, della guerra. C’è un altro sentiero: servire per primo il più piccolo. E’ quello il cammino della pace.

Grazie alla Frà per avermi fatto conoscere il ‘microcredito’… grazie per rendermi partecipe…della tua TESI!!!T.V.B.

io sono … Napoli

io sono … Napoli

SINGIN’ – I Must Not Chase The Boys

Amore e Roma, in enigmistica si chiamano palindrome le
parole e le frasi leggibili anche al contrario. …

… Più della libertà ho aspettato il minuto bollente in cui quattro labbra
sospendono il respiro e si mischiano per gustare se stesse
attraverso altre due e si confondono per appartenersi. …

… Mi stese, poi si tolse i panni lasciandosi una veste bian-
ca, lieve. Entrò nel buio delle coperte e mi coprì tutto il
corpo col suo. Stavo sotto di lei a tremare di felicità e di
freddo. Le nostre parti combinavano una coincidenza,
mano su mano, piede su piede, capelli su capelli, ombelico
su ombelico, naso a fianco di naso a respirare solo con quel-
lo a bocche unite. Non erano baci, ma combaciamento di
due pezzi. Se esiste una tecnica di resurrezione lei la stava
applicando. Assorbiva il mio freddo e la mia febbre, mate-
rie grezze che impastate nel suo corpo tornavano a me sotto
peso di amore. Il suo teneva sotto il mio e il mio reggeva il
suo, come fa una terra con la neve. Se esiste un’alleanza tra
femmina e maschio, io l’ho provata allora. Durò un’ora, di più di ogni per sempre.

Prima di andare rise della camicia al muro. È la mia crocifissione abbottonata.

Non glielo dissi che dentro c’era lei. Non venne più.
L’inverno ci staccava. Era venuta per lasciarmi e invece s’era
stesa a guarirmi. Le cose migliori dell’amore accadono per
caso, si capiscono dopo. Credevo che quella visita era inizio per noi di più vasta vita insieme,

era termine invece.
Credevo al dopo ed era il prima. Mi sbattevano in testa a
colpi di campana le sillabe del poeta spagnolo:
 
"Per andare al nord, andò al sud. / Pensò che il grano era
acqua / si sbagliava. / Pensò che il mare era cielo / e la notte
la mattina. / Si sbagliava. / Che le stelle erano rugiada / e il
caldo una nevicata / si sbagliava". Un cantante da noi aveva
messo sotto musica questi versi. La musica, come il sale, con-
serva meglio. Mi sbagliavo e intanto guarivo dall’amore, dai
suoi attacchi di felicità. Mi abituavo alla città, una conduttu-
ra che perdeva amore da tutte le fontane. La attraversavo
con gli occhi che avrò di nuovo da vecchio: Villa Ada era
piena di bambini e di madri che non mi riguardavano. …

… Guardo il cielo da bambino, da quando la postina mi
disse che a guardare sempre i boschi gli occhi pigliano il
verde. Lei ce li aveva neri a forza di leggere gli indirizzi. Io
per tenermeli chiari ho cominciato a fissare i cieli. È tanto
tempo che viaggiano sugli occhi, attraversano il loro campo,
scavalcano le ciglia. Che fortuna starsene sotto il loro gratis,
non vedere un muro, una serratura, una siepe. Sono vecchio
e non capisco più guardie né ladri. …

e poi c’è ‘ In nomine’ da leggere tutto d’un fiato…

nonostante gli sbalzi di un autobus …

che va veloce nonostante la vecchiaia…

 

e ‘il conto’

è ciò che io ogni giorno pago…

perchè…

Tradire è sentirsi i polmoni bruciati, l’aria della fuga scot-
ta negli alveoli, la libertà rubata deve essere feroce, altrimen-
ti non regge al rimorso del dolore di chi resta. …

La città bandiva i suoi assenti. Chi non l’abitava veniva
iscritto nel registro segreto degli espulsi. Napoletano è tito-
lo solo per residenti, la nascita non basta. Conta chi resta,
ogni altro è forestiero. Napoletano: proviene poco da un’af-
facciata su ‘na iurnata ‘e sole, molto di più dipende dal suo
monte pandoro lievitato a fusioni. Nella casa di ognuno sta
l’acquerello notturno delle lave incendiarie, il mare illumi-
nato a sangue. Napoletano è adoratore del vulcano fino a
lottizzare le pendici, risalire al cratere e costruirci dentro
magari uno stadio con le gradinate già evidenti. Pensieri di
uno che si stacca ragazzo senza salutare e guarda al finestri-
no di destra il vulcano che gli gira le spalle con lo strascico
dei pendii attenuati su Caserta. …
 

Ad accostarsi all’albero vietato si è cacciati dal giardino, ma se
proprio non ci si accosta, quella pianta muore e bisogna
lasciare comunque il recinto.

Una sera che aveva finito di rifare in acquerello la stanza di Van Gogh, si sentì forse felice. Mi chiamò a vederla mettendola a confronto con quella riprodotta sul libro. Era
umida di ultimi tocchi e rispetto al modello era più mossa,
scossa nelle linee. Ma era bella, c’era spazio in quella stan-
za, anche se era stretta si vedeva che c’era posto anche per
un cavalletto, che però non c’era. "C’è," disse, "lui sta
dipingendo la sua stanza dall’interno. Noi non lo vediamo,
ma lui da le spalle alla porta e sta dietro il suo cavalletto."
Capii per la prima volta che in ogni quadro ci si mette vici-
no, pure addosso all’autore, nel suo stesso punto. A leggere
molti libri, vedere molti quadri uno prende così spesso il
posto dell’autore da diventare come uno di loro. Dura poco,
resta però l’impressione di coincidere. Gli chiesi: "Si diven-
ta pittori a forza di guardare?". Fu scontento della doman-
da, mi rispose serio: "No, a forza di fare".

…Siamo due, il contrario di uno e della sua
solitudine sufficiente.

FaMiLy

FaMiLy

E son stata proprio bene…

mi mancavi tu …

e saperti felice a Km e Km di distanza…

la distanza di un volo…

saperti felice … compensava…

la mancanza…

ma son stata proprio bene…

E allora ti penso un po’ di più e dopo un pò…

il telefono…

sei tu…

che alla mia voce rispondi con sorrisi…

su sorrisi…

e poi…

con sorrisi… e occhi che guardano il richiamo di angeli…

occhi negli occhi…

il piccoletto di zia GIÖ…

sogno realizzato…

che s’addormenta tra le mie braccia …

ascoltando la mia voce che canta…

…"la canzone della Felicità"…(bobom bobom bobo’!!!)

camminando tra le stradine di Caserta vecchia…

e poi CYS…

il mio Piccolo Principe coglie e cattura…

fotogrammi…

attimi della mia Felicità…

sorridendo…

mi accompagna…

in questa vita che sa sempre più di cioccolato…

che mi tiene la mano …

che sa camminare con lo stesso mio passo…

da sempre…

e se a volte dimentichiamo…

di farlo…

è un bene ricordarlo…

ancora… ancora… ancora…

per…

oltre il Sempre…

to be continued… ?

E poi continuo…

con il senso spezzato…

la fine di un sogno che in questi giorni teneva più alto il morale…

le battute che sanno di nulla…

che mi fan capire che prendere per sfottò i sogni …

io non so…

e quindi resto in silenzio…

faccio parlare…

senza ascoltare…

mentre tu cerchi il mio viso tra le tue mani…

e mi tieni stretta…

e allora…

lacrime…

per quello che per quest’anno…

non puo’ esserci…

per quello in cui spero sempre…

e ancora…

per quello grazie a cui mi sento vicina sempre a qualcuno che…

anche se non conosco…

tiene con sè…

dentro…

stretto…

un sogno…

uguale…

al MIO…

®Lazulyte

dedicated to… le persone che AMO :LA MIA FAMIGLIA= (Ale , Polly, Mà&Pà, Michael,CYS),………………e poi…Crì+Enzo=Ivan,i miei amici onnipresenti…e tutta ma proprio tutta…assenti compresi…la mia Famiglia Pantaloni (hihihi)

'a città 'e Pulecenella

'a città 'e Pulecenella

ON AIR –

T’accumpagno vico vico,
sulo a te ca si’ n’amico…
e te porto p”e Quartiere,
addó’ ‘o sole nun se vére…
ma se vére tutt”o riesto…
e s’arápono ‘e ffeneste;
e capisce comm’è bella,
‘a cittá ‘e Pulecenella!

Comm’è bella, comm’è bella,
‘a cittá ‘e Pulecenella…
Comm’è bella, comm’è bella,
‘a cittá ‘e Pulecenella…

Mme dispiace sulamente
ca ll’orgoglio ‘e chesta gente,
se murtifica, ogne ghiuorno,
pe’ na máneca ‘e fetiente
che nun tènono cuscienza,
che nun tènono rispetto…
Comme fanno a pigliá suonno,
quann’è ‘a sera, dint”o lietto?!…

Dint”o lietto, dint”o lietto,
quann’è ‘a sera, dint”o lietto…
Dint”o lietto, dint”o lietto,
quann’è ‘a sera, dint”o lietto…

Mo te porto a Margellina,
sempe ca nun tiene fretta,
verso ‘e ccinche d”a matina,
quann”o traffico ‘o ppermette…
Ccá è permesso tutte cosa,
no’ pecché tiene ‘o diritto…
ma pecché s’è sempe fatto…
o è sultanto pe’ dispietto!…

Pe’ dispietto, pe’ dispietto,
o è sultanto pe’ dispietto!…
Pe’ dispietto, pe’ dispietto,
o è sultanto pe’ dispietto!…

Mme dispiace sulamente
ca ll’orgoglio ‘e chesta gente,
se murtifica ogne ghiuorno…
e nuje ce mettimmo scuorno…
Ma nisciuno pò fá niente:
ce ‘a zucammo ‘a caramella…
Comm’è doce e comme e bella,
‘a cittá ‘e Pulecenella…

Comm’è doce, comm’è bella,
‘a cittá ‘e Pulecenella…
Comm’è doce, comm’è bella,
‘a cittá ‘e Pulecenella…

Ah!…Ah!…Ah!…(voci)
Ah!…Ah!…Ah!…(voci)

Comm’è doce, comm’è bella,
‘a cittá ‘e Pullecenella…
Comm’è doce, comm’è bella,
‘a cittá ‘e Pulecenella…

I’ che sóngo musicante
e mme sento furtunato,
canto e sòno, sòno e canto,
chesta bella serenata…
E pecché só’ ‘nnammurato,
pecché forse ce só’ nato…
ma vedite comm’è bella,
‘a cittá ‘e Pulecenella!…

Comm’è bella, comm’è bella,
‘a cittá ‘e Pulecenella….
Comm’è bella, comm’è bella,
‘a cittá ‘e Pulecenella…
Comm’è bella, comm’è bella,
‘a cittá ‘e Pulecenella…
Comm’è bella, comm’è bella,
‘a cittá ‘e Pulecenella…

 (chi ha bisogno della traduzione chieda…

E gli sarà dato…

sì sa… noi Napoletani siam persone di cuore…)

E ora che il treno lascia Vesebo…

alla sua coda…

io sento già Malinconia prender spazio…

Cemetery Statue of Angel Mourning © Thom Lang/Corbis

tra i sentimenti…

e stanziarsi immobile…

in prima linea…

Girl and Boy in Swimsuits Standing Back to Back  © John-Francis Bourke/zefa/CorbisPerò son FELICE…

di tornare da TE…

e ascolto la musica di Polly…

perchè la mia è andata persa…

in questo viaggio di ritorno…

per aggiornare…

qualcosa che non esisteva…

quindi… è andato perso…

il mio…

ma Polly…

ha messo allegria…

con la playlist Napoli…

mettendo anche le canzoni di quando eravamo piccine…

e io giocavo a fare la sua mamma…

Le nuvole hanno la forma di dame distese su divani…

di cielo…

e cammina cammina che trovo cio’ che suona…

musica per la mia vita…

Il treno è fermo da piu’ di mezz’ora…

e non siamo neanche a metà strada da ROMA…

 

Colui che siede davanti a me …

ha finalmente deciso di guardare il tramonto…

e alza l’oscura-luce un pò più di prima…

in modo che non mi venga il colpo della strega…

E il sole va giù…

come il mio umore…

mentre aspetto…

E la luce della prima stella della sera …

si accende nei mei occhi…

riflessa…

mentre contemplavo i colori del tramonto…

e le luci delle automobili che

continuano a riflettersi nel vetro…

Ferma ancora…

aspetto…

cio’ che Napoli è per me…

rinchiuso in parole di canzoni…

…aspetto cio’ che vorrei fosse…

Napoli…

 

 

E quando ti vedo alla stazione…

sembri un’ allucinazione…

ti metto la testa contro…

sorrido…

 

VENTO DI
Le acque dormivano all’infinito fermo.
L’ebraico antico scrive il primo vento
con un verbo di ali: merahèfet,
strascico di Elohìm sopra le acque.
Aizzava i volti: vortici, ondate, spruzzi
e dopo il suo passaggio tornava la pianura,
la notte incatramata.
Arpa, cembalo, piffero: quale arnese da pesca
del corallo sonoro accosta il merahèfet?
Uno scirocco arso che succhia gocce dal sudore di schiene,
una falce che stramazza steli,

un pettine su treccia, un ciottolo spiccato da una fionda,
un succhio di poppante, lo schiaffo dell’aria
tra lo scoppio e l’arrivo
della granata in cortile ?
Sorda è la scrittura, tocca al musico,
all’incudine d’argento del suo orecchio,
avere la visione.
Senza lucciola di sillaba vede musica al buio.
Venga e sbatta le due selci contro,
dia la scintilla al diapason,
scateni la versione sonora del vento di Elohìm
che si strofina sugli oceani neri.


( tratto da: Erri de Luca “Opera sull’acqua e altre poesie” ed. Einaudi)

Bianco

Bianco

Sul mio Letto da piccola diventato

un Lettone morbido e bianco, sogni

da sposina, principessa, circondata

dall’ Amore di Famiglia.

Seduta sul Lettone odore di Famiglia

latte caldo e sogni da fate e folletti

che danzano in armonia.

Dolce vento brezza del cuore

Arpeggi di chitarra e piume

che da dita sfiorano le

mie corde, lievemente, con infinita dolcezza.

Amore puro, baci che lasciano

zucchero filato sulle guance e

abbracci avvolgenti che non vogliono

lasciarti andare … via….