L’Omino dei Sogni e la Luna

UGO WEIGELT – SIBYLLE HEUSSER
Ed. NORD-SUD

Quando, poco prima dell’alba, l’ Omino dei Sogni fa ritorno a casa, non è mai di buonumore.
Si prepara una tazza di tè e a volte legge un libro, altre si mette a guardare fuori dalla finestra.
Aspetta che il sole spunti, poi va a dormire.
<< Che barba, mi annoio.>>
Sbuffa un mattino.
<< Devo assolutamente trovare un amico!>>
E l’idea gli piace tanto che, per la prima volta, se ne va a letto contento.
La sera seguente, al calar del sole, parte col suo dirigibile per il solito volo notturno.
Sparge ovunque la sua polverina argentata, ma tralascia le case di un bambino e di una bambina che, a notte fonda, sono ancora svegli, vispi come grilli.

Quindi punta verso la cameretta del bambino che, come sperava, non dorme ancora.
<<Ciao!>> lo saluta il bimbo, sorpreso.
<< Tu devi essere l’Omino dei Sogni!>>
<<Indovinato! Dì un po’, vorresti essere mio amico?>>
<<Accipicchia, come no!>> sbadiglia il ragazzino.
<<Che ne diresti di fare un giro sul mio dirigibile?>>
<<Fantastico!>> fa appena in tempo ad esclamare il bambino, prima di addormentarsi.
<<Bel modo di fare amicizia!>> borbotta deluso l’ Omino dei Sogni
<<Ma chissà, forse con la bambina avrò più fortuna.>>
E, invertita la rotta, va a trovarla. Con lei, però, le cose non vanno meglio:fanno appena in tempo a salutarsi, che lei si addormenta.

Sconsolato, l’ Omino riprende il suo giro sopra la città. Di lì a poco, scorge un uomo con il volto mascherato e un sacco in spalla.
Scende in picchiata e :<< Salve! Io sono l’ Omino dei Sogni>> si presenta.
<< E tu chi sei?>>
L’uomo trasalisce. << Io? Bhe, vedi… aaahmmm…>> balbetta tra uno sbadiglio e l’altro. <<A essere sinceri… sono un ladro. Solo che , stanotte, sono troppo stanco…>>.
Non riesce nemmeno a finire la frase che già russa.
<<Un ladro?>> pensa preoccupato l’ Omino dei Sogni.
<<Qui ci vuole un poliziotto!>> E vola a cercarne uno.
Il poliziotto lo segue, ma più va avanti, più si sente fiacco e insonnolito.
E, non appena raggiunge il ladro. Gli si siede accanto e si mette a russare.
<<Non me ne va bene una!>> si lamenta l’ Omino dei Sogni.
<<Basta, per oggi ne ho abbastanza!>>
Torna a casa mesto mesto, si siede alla finestra e comincia a rimuginare: << Gli esseri umani si addormentano appena mi vedono ma, forse gli animali no. Domani notte proverò!>>
E anche quella mattina va a letto soddisfatto.
La sera dopo, si spinge nel fitto bosco.
Ci sono ancora molti animali svegli: pipistrelli, volpi, gufi…
L’ Omino dei Sogni è felicissimo! Li saluta e racconta le sue disavventure, ma… non ha ancora finito che quelli dormono tutti come sassi!
<<Ditemi voi come faccio a non piangere! Io voglio un amico! E lo voglio ora, subito!>>

A un tratto gli viene un’ idea. L’acqua! Come ha fatto a non pensarci prima?
Quando uno è stanco, per risvegliarsi si sciacqua il viso con l’acqua fresca.
E chi vive nell’acqua non può certo aver sonno!
Così, fa rotta verso il mare e sparisce con il suo dirigibile tra le onde.
Il mare è pieno di creature meravigliose : squali, delfini, piovre e persino una balena. Purtroppo, però, dopo aver fatto la sua conoscenza, anche qui tutti dormono della grossa!
Sconsolato, l’ Omino dei Sogni va a sedersi su uno scoglio.
<<Che tristezza! Io speravo tanto di trovare un amico…>>
La faccia argentata della luna si specchia sulle onde e …
Ehi! Per un istante ha l’impressione che gli stia facendo l’occhiolino.
No, non può essere! O forse sì?
<<In fondo, provare non costa niente!>> si dice.
E’ un lungo viaggio, ma ne vale la pena.
<<E’ da un pezzo che ti aspetto!>> lo saluta allegramente la Luna.
<<Allora mi hai davvero strizzato l’occhio?>> domanda incredulo l’ Omino.
<<Certo! Non potevo chiamarti, non mi avresti sentito. Sai, sto cercando un amico.>>
<<Anch’io!>> esulta l’Omino dei Sogni. Poi, un po’ timoroso, aggiunge: << Non ti viene sonno, quando mi avvicino?>>
<<Di notte non ho mai sonno>> ride la Luna.
<<Figuriamoci ora che ho trovato un amico!>>

Per… Andre

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10 thoughts on “L’Omino dei Sogni e la Luna

  1. ora…non piangere…senno’ mi tocca asciugare a terra…e non ho proprio voglia… 😛 sciiiiiiiemo… ah… quasi dimenticavo… ‘io no’!!!

  2. Splendida Favola, davvero. Peccato non abbiate letto il messaggio, solo ora me ne sono accorto. Patatracchete! Che patatrac! M.

  3. Massi:…che patatrac…che serata… che serata…che patatrac…ma sei proprio una patataaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!! nààààààààààààààààà… no dai!!! scherzi…giusto??? ma ti sarai pippato un po’ del mio incenso?che tanto che è forte è arrivato fino a Lazie!!! (nun se’ po’ di che sei dè ROMA…tè sei dà Lazie…)

  4. Eh no, dea. Purtroppo niente scherzi, no. T’ho fatto un saluto sulla tua mail… privata. Uffi, che ce voi fà? Quanno succede succede. Per quanto riguarda poi (notare il tono di voce maestoso e risoluto) il fatto che non so de Roma perché so daaa Lazie, te faccio presente che la Lazie è del 1900, e aaa Riommma del 1927. Quindi, a Roma se poteva tifà solo pe aaa Lazie, all’epoca. Non ch’io abbia 106 anni, ma er nonno der nonno dell’anima sua poteva fa dù cose: – o esse laziale – o buttasse sull’atletica leggera L’ho buttata a cojonella, ma me stai a fa piagne, disgraziata. Ma come hai fatto a farmelo? (s’è capito? Boh!). Au revoir, mademoiselle. Massi

  5. secondo il mio modesto parere…meglio…l’atletica leggera… ho letto ho letto…e mo c’hai da leggè tè!!! mah…st’uomini!!!

  6. Mi ricorda un frammento della mia vita, delle immagini dei miei sogni… grazie per averle riportate da me…

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