pane…e olive…

 

 

Mamm’Emilia

In te sono stato albume, uovo, pesce,
le ere sconfinate della terra
ho attraversato nella tua placenta,
fuori di te sono contato a giorni.

In te sono passato da cellula a scheletro
un milione di volte mi sono ingrandito,
fuori di te l’accrescimento è stato immensamente meno.

Sono sgusciato dalla tua pienezza
senza lasciarti vuota perché il vuoto
l’ho portato con me.

Sono venuto nudo, mi hai coperto
così ho imparato nudità e pudore
il latte e la sua assenza.

Mi hai messo in bocca tutte le parole
a cucchiaini, tranne una: mamma.
Quella l’inventa il figlio sbattendo le due labbra
quella l’insegna il figlio.

Da te ho preso le voci del mio luogo,
le canzoni, le ingiurie, gli scongiuri,
da te ho ascoltato il primo libro
dietro la febbre della scarlattina.

Ti ho dato aiuto a vomitare, a friggere le pizze,
a scrivere una lettera, ad accendere un fuoco,
a finire le parole crociate, ti ho versato il vino
e ho macchiato la tavola,
non ti ho messo un nipote sulle gambe
non ti ho fatto bussare a una prigione
non ancora,
da te ho imparato il lutto e l’ora di finirlo,
a tuo padre somiglio, a tuo fratello,
non sono stato figlio.
Da te ho preso gli occhi chiari
non il loro peso
a te ho nascosto tutto.

Ho promesso di bruciare il tuo corpo
di non darlo alla terra. Ti darò al fuoco
fratello del vulcano che ci orientava il sonno.

Ti spargerò nell’aria dopo l’acquazzone
all’ora dell’arcobaleno
che ti faceva spalancare gli occhi.

… Ciede perchè tu non sei scappato. non lo sai, ma sì, lo sai, però  non lo vuoi dire che tutt’ insieme t’è venuta vergogna di scappare, una vergogna più forte della paura. Potessi dirlo nel tuo dialetto, "me so’ miso scuorno ‘e fuì", mi sono vergognato di fuggire, sarebbe preciso, ma in italiano suona strana l’ intimità di una vergogna, …

…Mettresi a un servizio, consistere in un’ opera: erano pozzi, pale a vento per tirare su l’acqua con l’ energia dell’ aria, serbatoi, fontane, insomma trascinare un pò di nuvole in terra, addomesticarle a una mungitura. …

"Si kitu", niente, le parole di una lingua di costa dell’ Oceano Indiano mi avevano aiutato ad attecchire tra gli uomini , ad avere posto nelle loro voci la sera sotto l’albero maestro del villaggio. E’ buono raccontare storie in una lingua che ogni sera sforzi ad allargare, aggiungendo vocaboli nuovi. Così anche le storie si ingrandiscono, "Si kitu", niente, era la buona parola, ultimo resto di un vocabolario che si era seccato come un pozzo, lasciando una corda a dodndolare leggermente sopra il preciso niente.

Sì che amo l’inverno e febbraio noce di ghiaccio,amo le nevi quando il vento le stacca a fagottini dai rami degli abeti e le congiunge a neve con la bussata di un bacio, amo febbraio che rosicchia luce al sole, lo trattiene di più giorno su giorno, amo febbraio che risale l’orizzonte, amo il pettirosso che ha resisitito senza migrare a sud, amo il mandorlo che apre il fiore bianco di pupilla e lo sparge sull’ erba scolorita dalla brina, amo la vita che continua senza di me, amo l’onda che passa a scavalcarmi, amo, spingo sul verbo amare, buttami fuori dalla parte sporca, sono pronto, non ho urina nè feci, sono peso sgocciolato, al nudo, al netto, scaricato di colpe. Morirsene, credo , non è una condanna, morire è essere assolti. Con tutta l’ ira della febbre io amo, amo il cuscino zuppo del mio odore, amo la zanzariera che imbozzola il mio corpo di larva, amo, amo.

…"Non mi fare viaggiare, non mi spostare, sono salita qua sopra per togliermi. Lo capisci questo verbo: togliesi? Io lo capisco da poco." …

…"Questo è togliersi, no?" dice. Non rispondo, per me questo è mettersi. Darsi alla materia prima minerale, misurarla con la punta delle dita, mettersi al vento, alle pietre, chiedere passaggio a tutto, pure alle nuvole.

I fulmini sono bambini che cercano l’anima dei giocattoli a colpi di martello.

CONTINUA…

29 maggio 1979

©2007 ~angelGIo

©2007 ~angelGIÖ

E mi manchi…

il mio fiato profuma di cacao da domani e …

penso a te…

e al tuo profumo di olive…

la persona che Amo ha spesso in bocca

il gusto di olive verdi…

io adoro le olive verdi…

e i lupini…

giallo sole…

il loro odore tra le dita…

il tuo odore tra le dita…

arrivi tra poco…

e io domani…

avrò il sapore del cioccolato…

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5 thoughts on “pane…e olive…

  1. grazie mille per il commento!*_* sn davvero felice! ps bellissime le immagini a lato dei fiori di loto..io ho un tatuaggio così 🙂

  2. giòòò…che bella la torta *_* sabato spedisco il regalino eh*.* e grazie x l’sms…non ho soldi per risponderti 😦 sono contenta che alla fine ti sia arrivato:) ci sentiamo domani se riusciamo a beccarciXD baciooo dolce notte :*

  3. Saru:… ^_^ di nulla!!! hai davvero un tatuaggio come Nana??? no!!!stupendo!!! hai il fiore di Ren!!! *_______* Grazyyyyyyyy:… torta tortosa… stamattina io e France abbiam fatto fuori gli ultimi pezzettoni ^__^…bbbbbuonaaaaaaaaaa… non vedo l’ora che arrivi anche quello mio per te!!!spero ti piaccia!!! il tuo mi piacerà di sicuro!!!un bacio enorme!!! spedisco con r/r anche stavolta… poste del cappero!!! *____* ti voglio bene

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