La Masseria delle Allodole

La masseria delle allodole

<<… Lui vede nel tuo cuore.>> Non ero molto sicura che nel mio cuore ci fosse molto da vedere, tutto riempito com’era di cose da bambini. Non mi pareva che ci fosse niente di interessante per un santo. Fui molto attratta invece dai cuori d’argento, fini trine di metallo luccicante appese dappertutto, insieme a gambine e braccini d’argento, a quadretti colorati piccolissimi. …

Dopo tanti anni, è nell’ odoroso interno brulicante di gente che mi sento a casa, nel caldo nido di una volta: non etsranea, non ospite, ma passeggera in attesa di un treno di cui non conosco l’orario.

<<Come saranno i profumi del cielo?>> si domanda Armen. E subito Hrayr risponde ( i gemelli sono perfettamente autosufficienti, nello loro conversazione perenne): << Come quelli di qua, ma più intensi. E non avremo più voglia di andare via>>. <<Ma voi, perchè ve ne andate?>> domanda Garo il piccolo. <<Da nessuna parte troverete un cielo come questo.>> Ma Garo il grande lo corregge: <<Tuti i cieli sono abitati da angeli, anche nell’altra metà del momdo. Forse hanno solo un colore diverso>>.

Come avviene una strage? Quale liquore diventa il sangue, come sale alla testa? come si diventa assetati di sangue? Chi lo gusta, si dice, non lo dimentica. …

Il suo orizzonte si sta restringendo bruscamente, come se la sua anima luminosa bruciasse dai margini, affondando piano piano in un’ombrosa voragine nera.

Isacco, che sopravviene, le chiude gli occhi: vede l’anima tenera che prova le ali, e finalmente si perdona.

Ismene è profondamente convinta del male del mondo, ma crede con altrettanta fermeza al Mondo Superiore, dove tutte le strade si incrociano, e gli Dei sorridono.

 

E’ un libro che ho letto piano…

fissandolo…

riconoscendo il peso di una realtà che purtroppo schiaccia ancora il Mondo…

A tratti… trattenevo il respiro…

e tutto si fermava…

alla fermata dell’autobus…

in autobus… percorrendo strade tra caldo e pioggia…

in treno…

scrutando il cielo per rincorrere nuvole e arcobaleni…

tutto era fermo…

io bambola seduta ad aspettare …

nell’attesa che ‘un piccolo vento di ottimismo cominci a soffiare’…

‘profumo del nido dell’anima, a cui tutti ritorneremo …’

E poi in cantina io il tric-trac …questo gioco, è tra tutti quelli ‘da tavolo’ che un anno portò a me e Ale la Befana …

gioco di cui non abbiamo mai saputo ‘le regole’… gioco a cui non abbiamo mai potuto giocare…

Gioco che proporrò presto al mio fratellino…

quando la prossima volta torna…

dall’England…

Daniel Varujan – Il Canto del Pane

Aia

Mi siedo sull’aia sognando
all’ombra del mio asino
che legato vicino a me sfrega
la sua dolce mascella sulla mia spalla.
Sulla pianura, calma, dilaga
l’onda bianca del sole
i covoni vi nuotano, e la tartaruga
la cerca per riscaldarsi.
L’ala del vento, carica di tiepidi profumi,
si muove appena, pigramente.
L’ombra della vacca sulla luce gloriosa
è un largo rattoppo nero.
Trasportate le sue cose, il contadino
ha fondato là un nuovo villaggio…
lontano giace sulla soglia muschiosa
e fa la guarda solitario il mastino.
Nell’aia il covone stuccato dal sole
sembra una casetta dorata.
L’ombra fresca dell’albero dal folto fogliamo diventa
il velo di una sposa novella.
Ed io seduto all’ombra del mio asino
canto i valorosi della terra
che appena appesa la falce al muro
addestrano il toro all’aratro.
Canto il pastore che spiana l’aia
col rullo di pietra attaccato alle spalle,
la camicia inondata di sudore
aperta sul petto.
Canto le spose che, con le dita colorate di henné,
setacciano l’orzo vigorosamente;
si disperdono dai fori del loro setaccio,
diresti, gocce di perle.
Canto i contadini che in cima ai carri
eretti come dèi
col forcone ferocemente distruggono
l’enorme catasta dei covoni.
La trebbiatrice canto, che naviga intorno al raccolto
come su un lago color di fuoco,
e anche il grano turbinante che già
nuota in mezzo alla paglia.
Oh, quanto è dolce confondersi con l’essere
in questo lavoro sacro;
dai sandali fino ai capelli immergersi
nelle polveri gialle dorate.
In cerca della scintilla del forno, del pane del campo
essere il Pan delle aia,
restituire al cuore dei mulini
i loro canti infiniti.

Raccolgo la messe…

Raccolgo la messe con la falce,
– La luna è la mia amata –
cammino di solco in solco.
– La mia amata è sposa di un altro -.
A testa nuda, scalzo,
– I venti sono dolci –
io vago fra i campi.
– I suoi capelli sono oceani -.
Grano e papaveri, piangendo di nostalgia,
– La pernice si lamenta –
ho legato con un nastro.
– Le sue mani sono tinte di henné -.
Dal cielo, sulle spighe,
– La stella filante è passata –
gocciolano le stelle l’olio consacrato.
– Il suo viso si è illuminato -.
Quanti covoni bagnati di rugiada,
– Il roseto è umido –
ho legato come giocando.
– Il suo seno è scoperto -.
Nel mio campo sono rimaste le stoppie,
– La luna se ne va –
con i covoni ho fatto una catasta.
– Il mio cuore è di fuoco -.
La mia falce ha colpito una pietra:
– La mia amata ha un amante –
dalla pietra è schizzata la quaglia.
– Il mio fegato sanguina –

Il giogo

I miei buoi sono biondi, hanno le fronti di luce
che ho adornato con un amuleto blu.
Sono ebbri dell’aria primaverile del mattino –
guardano pacifici la campagna tranquilla.
Durante l’inverno li ho nutriti di fieno –
sembrano i grassi idoli del tempio.
La loro coda pelosa e pettinata
scivola sui fianchi come un serpente.
Amo il loro dorso dalle mille pieghe,
le loro narici umide, le grandi
pupille
dove si riconosce il sogno immutabile della campagna.
Amo di loro i corpi dondolanti, e il possente muggito
dagli orizzonti – quando avanzano senza fermarsi
con le corna immerse nell’Alba.

Papaveri

Cogli, sorella, questi papaveri nel recinto –
sanguinanti come cuori innamorati.
Nelle loro coppe di cristallo
berremo l’onda del sole.
Tanto divampano di fiamme
che il loro incendio brucia i campi sterminati.
Nelle loro coppe di fuoco
berremo le scintille delle stelle.
Cogli, sorella, come la quaglia nascosta
tra i grani che dolcemente vezzeggiano.
Nelle loro coppe scarlatte
berremo il sangue dei solchi.
Chini sui nidi delle allodole
fluttuano come grappoli di raggi rossi.
Nelle loro coppe rubino
berremo la promessa della Primavera.
Cogli, sorella, non i papaveri, ma la fiamma;
avvogli del loro incendio il tuo grembiule verginale.
Nelle loro coppe delicate
berremo i fuochi di giugno.
Fiori sbocciati come le tue tenere labbra,
conversano con il grano vibrante.
Nelle loro coppe purpuree
berremo il mistero delle spighe.
Coglili, sorella, perché di essi c’incoroneremo
per la gioiosa festa di domani, al villaggio.
E in queste coppe, danzando,
berremo il vino dell’amore.

Ritorno

Questa sera veniamo da voi, cantando un canto,
per il sentiero della luna,
o villaggi, villaggi;
nei vostri cortili
lasciate che ogni mastino si svegli,
e che le fonti di nuovo
nei secchi irrompano a ridere –
Per le vostre feste dai campi, vagliando
vi abbiamo portato con canti la rosa.
Questa sera veniamo da voi, cantando l’amore,
per il sentiero della montagna,
o capanne, capanne;
di fronte alle corna del bue
lasciate che infine si aprano le vostre porte,
che il forno fumi, che si incoronino
di un fumo azzurro i tetti –
Ecco a voi le spose con i nuovi germogli
hanno portato il latte con le brocche.
Questa sera veniamo da voi, cantando la speranza,
per il sentiero del campo,
o fienili, fienili;
tra le vostre buie pareti
lasciate che risplenda il nuovo sole,
sui tetti verdeggianti
lasciate che la luna setacci la farina –
Ecco vi abbiamo portato il fieno raccolto in covoni
la paglia con il dolce timo.
Questa sera veniamo da voi, cantando il pane,
per il sentiero dell’aia,
o granai, granai;
nell’oscurità del vostro seno immenso
lasciate che sorga il raggio della gioia;
la ragnatela sopra di voi
lasciate che sia come un velo d’argento;
poiché carri, file di carri vi hanno portato
il grano in mille sacchi.

I fienili

Fienile di trifoglio, colmo di odori
di incenso, di hashish;
quando apro la tua porta
i tori dall’ampia fronte
muggiscono, infuriati,
spezzando il collare di cuoio.
Fienile di piselli, colmo di mille fiori
dall’odore di montagna;
quando porto i tuoi covoni nelle mangiatoie
cesta dopo cesta
il mio petto e il mio grembiule s’impregnano delle tue spezie
per giorni e giorni.
Fienile di paglia, colmo di sole
che guarda sul focolare;
dove distesa sul tuo tenero ammasso
partorisce la gatta,
tu che rendi d’argento il muso dei miei agnelli,
sii benedetto.

La semina

E’ il seminatore. – Si erge possente
tra i raggi dorati del tramonto.
I campi della patria ai suoi passi
estendono scarna la propria nudità.
Il suo grembiule è pieno del grano
colto dalle stelle. Le spighe di un anno, assetate,
attendono il suo palmo gigante,
che spunta sui campi come l’aurora.
Semina, contadino – in nome del pane della tua casa,
non conosca limiti il tuo braccio;
questi grani che spargi, si verseranno
domani sulle teste dei tuoi nipoti.
Semina, contadino – in nome del misero affamato
non esca dimezzato il tuo palmo dal grembiule;
un povero oggi nella lampada del tempio
versò il suo ultimo olio per il raccolto di domani.
Semina, contadino – in nome dell’ostia del Signore
germi di luce straripino dalle tue dita;
in ciascuna delle spighe bianche di latte
maturerà domani una parte del corpo di Gesù.
Semina, semina – sia pure lontano dai confini,
come le stelle, come le onde, semina.
Che importa se i passeri devastano i tuoi chicchi –
Dio al loro posto seminerà delle perle.
Colma i solchi, fendi le fertili pianure,
luci d’oro zampillano dal grembo della terra.
Ecco, il giorno imbruna – e l’ombra del tuo braccio
si allunga sugli orizzonti di stelle.

Le traduzioni di "La semina" e "Papaveri" sono di B. L. Zekiyan, le traduzioni di tutti gli altri testi sono di Antonia Arslan e Chiara Haiganush Megighian.

Mi preparo a vedere il Film…

Di cui, proprio oggi( giorno in cui ho finito di leggere il libro), è uscito in DVD

Annunci

16 thoughts on “La Masseria delle Allodole

  1. Fatina ciao!!! finalmente??? che son riuscita a finire il libro??? hihihi un bacio…senza microbi che son costretta a casa …e guardo fuori la pioggia…

  2. ma è fantastica questa storia! ^^ senti un po’……… ma io il gioco del tric-trac l’ho visto giocare, è divertentissimo ma non ci capisco un H !!!! o un Acca… o un ah’a…. eheehheheh!!! oibò……. lasciamo perdere. ^^ ehehehe!!! ora voglio leggerlo anche io!!!! mi sà che oggi faccio un’altra spdizione in libreria prima di andare dal podologo………. ehehehe!!!!

  3. finalmente che t ho visto con i miei occhietti connessa…povera gio…tutta bibata..povera, ma dai guardiamo il lato positivo.. tante tisane..cioccolate…coccole contro il cattivo biby… e tanti dolcetti affettuosi da parte mia…

  4. OOOOOhhhhhhhhh….ma che dolce che sei….allora nun sei arrabbiata con me…^___^ Son cuntenta…oui oui… Ti mando una pioggia di baci appiccicosi.

  5. oh.. con la pioggia devi ascoltare starless.. o riders on the storm.. o il blues.. ma adesso mi hai fatto venir voglia di andare a vedere il film. riguardati.. e guarisci alla svelta, che ai bimbi ci manchi tanto.

  6. Vavu:… cos’è successo al tuo piede??? Fatina: Grazie!!! sei dolcissimissima!!! abbraccio senza microbi tanto cioccolatoso!!! Cuginema: certo che sì!!! sono arrabbiatissima!!! ma sono anche BBBuona!!! Andre:… la mia musica …va bene uguale???mi son mossa tra Incubus Feng Shui – Passion e Reiki – Invisible Healing e Tai Chi – Eternal Chi ??? benissimo con la pioggia… adoro la pioggia!!! Io son 7 giorni che cerco di vedere il film… domani spero di trovarlo… così lo ‘fitto’… anche a me mancano tantissimo…i miei piccoletti!!! ç____________ç

  7. Sono stata a quello di Gigi Finizio e di Gigi d’Alessio…..hihihihiiiii Ancora malatuccia????

  8. cugynema:prrrrrrrrrrrrrrrrrr Guezzo: epperfotuna!!! o purtroppo??? ghghgh Vavu ‘principessa’ che mi fa preokkupare… 😛

  9. si dice pultroppo ! tsk. si vede che te sei proprio una minestra!! ghghgh un abbraccio, giò. e coraggio, che lunedì si ricomincia!

  10. sisisi… ho proprio ricominciato!!! e anche se non sono in forma sto benissimo perchè i miei bambini dicono quello che pensano come faccio io con la pancia!!! oggi mi hanno fatto proprio commuovere… mi sbrilluccicavano gli occhi!!!

  11. ehehe……. GIö, prima che io scappi via da questo pc………….. ti dò mille baci! piciù! ,************** la masseria delle allodole non l’ho ancora trovato. alla mia libreria è finito……… 😦 però quando torno a Roma continuo a cercare, che qui, in terra straniera ho già preso un bel libro sui giardini Japponesi! ^^ bellissimo. e preparati a una bella sorpresa, quando verrai………. ^^

  12. Vavu: sorpresa??? per me??? bello!!! quante sorprese… cmq per il sabato opterei per il terzo… che il primo sabato son occupata con la scuola… devo andare a visitare le opere sugli animali nell’arte che poi spieghero’ ai miei piccoletti… e poi… piciù… a te!!!ghghgh ah… io essere stata molto delusa dal film… hanno cambiato nomi e omesso cose che secondo me danno anima ancor di più a tutto quello che è successo… ç_________ç

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...