Dippold l’ottico

Che cosa vedete adesso?
Globi di rosso, giallo, porpora.
Un momento! E adesso?
Mio padre e mia madre e le mie sorelle.
Bene! E ora?
Cavalieri in armi, donne bellissime, visi delicati.
Provate questa.
Un campo di grano—una città.
Molto bene! E ora?
Una giovane donna e angeli chini su di lei.
Una lente più forte! E ora?
Molte donne dagli occhi luminosi e le labbra socchiuse.
Provate questa.
Un bicchiere su un tavolo, nient’altro.
Ah, capisco! Provate questa lente!
Solo uno spazio aperto—non vedo niente di particolare.
Bene, e ora!
Pini, un lago, un cielo d’estate.
Va meglio. E adesso?
Un libro.
Leggetemi una pagina.
Non posso. I miei occhi sono attratti oltre la pagina.
Provate questa lente.
Abissi d’aria.
Magnifico! E ora?
Luce, soltanto luce, che trasforma tutto il mondo sottostante in giocattolo.
Benissimo, faremo gli occhiali così.

Edgar Lee Masters, Antologia di Spoon River, Einaudi 1943, traduz. di Fernanda Pivano.
(Questa poesia ispirò a Fabrizio De André la canzone Un ottico).

 

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Antologia_di_Spoon_River

Creare scatole per i miei ricordi…

ne son piena…

ma questa la creerò prima o poi con le mie mani… magari usando una delle mie scatole di latta…

l’unica cosa che mi destabilizza è l’uso del rullino…

http://www.antonioamico.it/spip.php?rubrique49

http://www.clickblog.it/post/2053/langolo-del-fai-da-te-come-costruire-una-fotocamera-stenopeica-digitale

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