WOR(L)DS

=)

Scrivo di nuovo, ed è solo merito di indizi sapientemente gestiti e custoditi e donati dalla valigia in soffitta di Camilla .

tutte le foto e le immagini presenti in questo articolo sono  © Zelda was a writer  o  © GIÖ

 

WOR(L)DS – worlds kit materiali #1

“Caramellaaa!Mammaaa non la trovo”

Il caffè, il tempo di un “aspetta” che sale amaro in bocca e porta fortuna solo grazie allo zucchero. Pizzica sulla lingua come cannella, trucioli di ultimi giorni al mare, versione di un sole che lascia spazio alla pioggia. “Mamma!( sto aspettando…)” Ancora quel crepitio, come se al solo battere di ciglia potesse farla ricomparire … di nuovo.

(Solo la voce… e il suono dell’acqua che sciacqua la tazza) “Sei sicura di aver cercato bene?”… “Siiiiii – i” … “E sotto il letto?” (…silenzio…)

 Magari sta giocando a nascondino, era il mio posto preferito quando la pioggia ci costringeva a giocare in casa…”

… all’orizzonte tra il buio del sotto e la luce impolverata allunga la mano e mi ritrova.

 “Eccoti! Presto che il treno sta quasi per partire!”

Mi sussurra all’orecchio facendomi il solletico sulle guance con le ciglia.

E io … Sorrido.

 

WOR(L)DS – worlds kit materiali #2
WOR(L)DS – worlds kit materiali #2

Ne mancano 13, poi smetto.

Smetto di prendermi cura di me, delle mie ossa forti, delle mia ciglia, del mio collo lungo che ha sempre bisogno di una sciarpa.

Dovresti prendertene cura, invece,  come fai con il tondo portafortuna che senti sempre il bisogno di toccare e che da troppo è intrappolato in una tasca.

Vivendo qui, lontana, non vedo più lo scintillio dei giorni in cui mi prendevi la mano per nasconderci dentro una caramella, o un lupino, Something Childish .

The Little Girl che non ha ancora trovato il coraggio di fare i macaroons.

Non ti sento più. Cosa sono le parole?

Non mi danno soddisfazione.

E resto in attesa, mentre ancora mento, sorrido, allo scatto di un altro istante.

Passato.

Ed ecco ancora un altro scatto, mentre mordendo una pera cammino veloce, lascio la mia scia nell’istante di qualcuno che non conosco.

Racconto di me qualcosa.

Ma cosa?

WOR(L)DS – worlds kit materiali #3
WOR(L)DS – worlds kit materiali #3

potessiok

Potessi assaporare, saprei che non è sangue ma gocce schizzate da una piccola bottiglia in caduta libera su di me.

Potessi vedere, saprei che è il colore di ciò che li lega, ancora.

Potessi toccare, avrei sentito un cactus cadermi addosso e non avrei potuto leccarmi i graffi.

Potessi ascoltare, vorrei essere il silenzio della porta che si apre invece della strada abitudinaria che continuano a calpestare, ognuno appesantito sotto la propria nuvola.

Potessi essere sabbia, darei la sensazione di una via soffice e potrei cercare le parole del mare nell’incontro con le lacrime che mi stanno bagnando.

Nello spazio tra me e il letto custodivo il silenzio delle loro riflessioni a margine, chiuse sotto cumuli di polvere, neve che non si scioglie, un lucchetto per due chiavi gemelle e piume da soffiare via.

Potessi.

Un pavimento non ha memoria, ha solo il potere di farti sprofondare o di inabissarsi.

WOR(L)DS – worlds kit materiali #4
WOR(L)DS – worlds kit materiali #4

Donami tempo,
di quello di cui non puoi fare a meno,
non di quello che scorre come un fiume che sa di acqua che arranca
sotto i ponti.
Tempo per viaggiare insieme, al mio fianco,
in bicicletta,quando le mani non si stringono,
quando il non toccarsi fa male come spilli nel morbido del cuore.
Un gesto non fatto,
una strada non ancora intrapresa,
un uovo che si sta formando,
tondo e vecchio bottone pieno di storia.
Giorno dopo giorno,
nell’ umido della vita,
i bambini passano dal nostro orto per raccogliere funghi.
Intanto prendo appunti su questo viaggio con te per nessun luogo
di definito.
Vita che porta nuova vita.

WOR(L)DS: worlds kit materiali #5
WOR(L)DS: worlds kit materiali #5

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Dormo sui sassi, non ho più le mie ruote, étranger. Ogni posto che ho cercato di far mio mi ha sempre ributtato lontano, nella costrizione del giro in tondo, insieme ad altri miei simili ma ognuno nella sua solitudine di una vita carosello.

I denti mi vanno su e giù quando parlo, la dentiera fa da yo-yo sulla vita che mastico e il resto è sbriciolato in una tazza, nel pudore dell’affondo.

Sto costruendo un altro pon-pon, alcuni sono logori, per la maggior parte

impolverati, passatempo dei giorni andati, post-it nella carovana che mi abita.

Il  colore blu per gli istanti di pioggia e quello rosso per quelli di sole. Questo è bianco, per ricordare che è possibile ricominciare a giocare senza falsi pudori, per sentirsi ancora vivi e aiutare le sfumature.

Così prendo le distanze da me, misurano all’incirca lo spazio che c’è tra l’indice e il medio quando mi dico allo specchio che sto vincendo.

WOR(L)DS: worlds kit materiali #6

WOR(L)DS: worlds kit materiali #6

Ho il mio cappello vuoto a terra, se guardi dall’ alto riesci a vedermi,
seduto, in un angolo di piazza del Duomo, ago custodito in un saio
color del legno. 
Ritaglio, con precisione di forbici appuntite e poi quello che manca è
custodito in un borsello bianco, così che le infelicità possano sbiadire e
i ricordi non pungere più.
Dicono che ogni talismano acquisisce poteri benefici dalle mani che lo
producono. 37 centesimi è quanto mi occorre per comprare due
clementine, hanno il colore dei tuoi capelli, sono succose come i passi
della tua danza al suono delle nacchere. 37 centesimi è quanto chiedo
per poter separare, in una foto, ciò che non si vuole più tenere accanto.
Volti sorridenti che non sanno più stare insieme.
Dicono sia vero, tornano tutti per ringraziarmi, tra un mese, tra un anno,
io non li aspetto, ma li ricordo tutti. E’ la parte che manca a ciò che è
sbiadito.

WOR(L)DS – worlds kit materiali #7

WOR(L)DS – worlds kit materiali #7

Dammi un rimedio. Esiste qualcosa che riesca a portar via i ricordi dolci, di quelli che non riescon più a cullarti?

Qualcosa che scivoli sotto la testa come le mani giunte dopo i brutti sogni.

L’impasto fresco dalla stoffa a quadretti che si appiccica alle mani e non molla.

Qualcosa che tappi le orecchie come filato di nuvola rosa, che assopisca l’assenza delle tue parole, che picchia e rimbalza osannata da tanta audacia.

La matrigna mi ha rinchiusa nella torre del castello ,il mio volo sarà attutito da un covone. Gioco con un pampino fingendo che sia la tua mano, o attorciglio le dita sul filo delle cuffie come per prendere il silenzio che ascolto, attanagliata a ciò che fa di me così uguale a te. La tua assenza sta logorando i miei pensieri. Fa leva sulla parte peggiore di me. Tutta la luce che emanavi è stata assorbita.

Avevi ragione, è l’unica cosa a cui non c’è rimedio.

E non svanisci.

WOR(L)DS: worlds kit materiali #8

WOR(L)DS: worlds kit materiali #8

Incido le mie parole nella corteccia di un legno liscio,

per Amore, come qualcuno ha già fatto prima di me.

Il Tempo veglia a intermittenza sui sogni e ricorda lento di scorrere tra le nuvole.

Ho girato mondi nuovi, ho intravisto nuove stelle, ho calpestato sentieri che senza la tua penna non sarebbero esistiti; per trovare quel sogno che faccia diventare più facile la strada.

Ho fatto fatica a uscire dall’ uovo e diventare con parole semplici ciò che sono oggi.

Mi travesto da mamma con scarpe che accompagnano i miei passi, inciampando.

Ogni caduta una parola di polvere da scrivere sul loro bianco.

Hai lavorato con me come quando si fa la maglia, catena dopo catena cosa verrà fuori? Quale schema hai seguito?

Metto a fuoco.

Sarò una coperta di parole per proteggere questo mondo.

 “Ci sono angoli di cielo che non riuscirò più a guardare” ecco cosa pensavo mentre morivo.

Grazie

x Hermann

x Hermann

WOR(L)DS – worlds kit materiali #9

WOR(L)DS – worlds kit materiali #9

Quante volte, guardando lo specchio ho ripetuto il mio nome, come
per convincermi, che fossi realmente portatrice stabile di un suono
così altisonante?
Khamsa.
Oggi neppure riesco ad alzarmi figurarsi ad avvicinarlo, quel diamante
in cui i miei occhi si ritrovano e si guardano sotto troppe sfaccettature.
Sto studiando i miei modi, approfonditamente, intanto mi rotolo
addosso.
Quante me dentro me?
Guancia contro cuscino che stropiccia il senso di aver sognato.
Guardo e non vedo altro che ombre, luminose, mi accecano, danzano
intorno, come me tra i miei veli in un paso doble.
Scusi, quante ne ho?
Per favore, mi dia un numero definito di opportunità da identificare.
Vivere nell’ incertezza di questi giorni è un rischio che oggi non voglio
permettermi.
Resisto ai cambiamenti. Chiudendo gli occhi. Il soffitto non risponde.
Come fa “qualcosa” a nascere opportunità?
Stendo le gambe.
Tu scrivi,
io sbadiglio.

<3

WOR(L)DS – worlds kit materiali #10

WOR(L)DS – worlds kit materiali #10

LAST WOR(L)DS IN PROGRESS…. =)

misura la distanza tra te e me e custodiscila

finché questo momento non tornerà

e si riproporrà così        com’è            adesso

il nastro parla della tua voce

parole dedicate           rotolano            le fermo                  taglio       le incollo su di una rubrica

monca di numeri

imparo giorno dopo giorno nuovi significati

l’eleganza è seduta in panchina

legge la strada prima di perdersi

e io intanto infiocchetto il tuo scintillante silenzio

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