Come sono nate le #storieminuscole

Avevo voglia di scarabocchiare ogni giorno, ormai si sa … Almeno lo sa chi mi conosce (in qualche modo).

Anni fa uno dei miei più cari Amici , Paolo, mi disse che ogni giorno secondo lui per star bene c’è bisogno di un’ora per sè. Non importa cosa fai in quell’ora. Puoi stare anche seduta sul divano o su una sedia o a terra e fare nulla (secondo tutto il resto del mondo) ma intanto fissi l’infinito. Non importa cosa.

Ma “devi trovare almeno un’ora per te Giová”!

Da quella volta cerco sempre di farlo.

Paolo è scientifico, coccolone ma scientifico, mi è sempre piaciuto parlare con lui. Ore e ore.  E non era facile ma noi delle cose facili ce ne siamo sempre altamente fregati  (per chiarirsi) 

Perché… voi immaginate un ragazzo e una ragazza che chiacchierano ore e ore in un paesino di provincia … In macchina ferma dopo che hanno già chiacchierato a casa degli altri … Era per finire discorsi … Era per consolidare un’amicizia che era ed è fratellanza.

Gente bigotta che poi se due persone in generale (o anche quattro o cinque ) stanno bene ma che cosa ve ne frega?! 

Parlare con i miei Amici (a quei tempi solo maschi… Venivano selezionati proprio per quello … Avevo bisogno di far venir fuori la parte razionale e per fortuna ho avuto Loro)! Parlare con i miei Amici era Aria, e anche se non parliamo più ore e ore è stato importante . i miei Amici veri. Distanti ma veri. Paolo lo sa. 

Paolo lo sai vero?

Ora parlo poco, spesso dico a Roberto che tanti discorsi soprattutto ripetuti sono “FUFFA” … È un termine che ho imparato qui a Firenze … Lo uso da poco … E mi piace … Troppe chiacchiere gente … Parlate … lamentatevi … ma io non ho tempo per le chiacchiere e neppure mi dispiace.

Io devo disegnare. Ho sprecato troppo del mio tempo passato. Ma non mi rammarico, ora ho tempo. Almeno un’ora al giorno.

Tante parole sono inutili poi alcune cose le dite anche male…

Preferirei mi annusaste quando mi abbracciate.

Ecco io devo disegnare e scrivere.

Fare yoga e soprattutto respirare.

Però questo è un post che doveva spiegare come sono nate le storieminuscole.

Sapete che ho chiesto a Valeria di ispirare i miei scarabocchi.

Lei ha fatto di più.

Ha ispirato ed espirato. Ha respirato per un’ora al giorno insieme a me.

Lo stesso respiro.

Un unico germoglio.

Con tutto quello che c’era e c’è intorno.

Ogni volta che arrivava una sua mail all’inizio leggevo insieme le due o tre storie che conteneva … Poi pensavo più a una rispetto a un’altra allora ho deciso che le avrei lette e mi sarei dedicata giorno per giorno ALLA  storiaminuscola .

Non sono arrivate sempre il giorno a cui appartenevano.

Spesso non sono riuscita a trovare il tempo per uno scarabocchio e poi c’era la mia pretesa che a quelle parole lì io non potevo dedicare SOLO uno scarabocchio.

C’era il sentire.

Il sentire con tutti i sensi.

E quando le ho lette … Cercavo di sentire.

Che poi tutte le storieminuscole tranne quelle che sono andate alla BookBank e sono state create apposta … Sono arrivate con un oggetto che ogni volta lo guardo e sorrido

… Così.

Sono state tutte “prime storie”

Tutte importanti.

Tutte uniche.

Tutte collegate.

La 366 c’è già da un po’.

L’ho letta e dimenticata.

Dopo forse la rileggo prima di andare a letto.

Le dedico domani a cui appartiene e il ‘poi.’.

A questo progetto e a Valeria e a tutto ciò che ha contribuito alla realizzazione di quest’anno di storieminuscole … Grazie per ogni respiro.

Dedicatevi un respiro.

Tutto il resto è… FUFFA se è “solo per parlare”.

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